Traffico organico: 15 cause + 2 di perdita di traffico SEO

Traffico organico

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Di che cosa ti parlerò in questo articolo

Ahimè, ci possono essere situazioni spiacevoli in cui notiamo, attraverso Search Console, una diminuzione del traffico organico. Nonostante i tentativi, le riflessioni e le azioni intraprese, il nostro sito continua a perdere gradualmente traffico SEO.

Ma cosa causa esattamente questo calo del traffico organico?

La perdita di traffico SEO può essere causata da diverse circostanze. Basandomi sulla mia esperienza, si possono identificare 17 motivi che ho analizzato nel dettaglio di seguito in questo articolo. Per ciascun motivo, fornirò una soluzione efficace per affrontarlo con successo.


Cos’è il traffico organico e perché diminuisce

Il traffico organico fa riferimento alle visite che un sito web, un blog o un e-commerce riceve dai risultati di ricerca organici della SERP quando gli utenti cliccano su di essi dopo aver effettuato una ricerca.

Per far sì che ciò accada, è fondamentale soddisfare un prerequisito essenziale: il sito web deve essere ottimizzato SEO. In cambio, si ottiene l’opportunità di posizionarsi tra i primi risultati organici quando gli utenti effettuano una ricerca correlata all’attività in questione.

Tuttavia, è comune sperimentare una diminuzione di traffico organico nel tempo. Spesso, infatti, quando i clienti mi contattano per cercare di capire come risolvere un improvviso calo di traffico SEO, quasi sempre si tratta di uno di questi 17 motivi.


Perdita di traffico SEO: Ecco 17 reali motivi

1. Backlink in perdita

La link building è di vitale importanza per aumentare l’autorevolezza di un sito web e, nel corso del tempo, è normale che si verifichi una diminuzione dei backlink. Questa perdita può essere causata da modifiche negli accordi commerciali o dalla rimozione di contenuti da parte di altri siti.

Per affrontare questa situazione c’è una soluzione: recuperare i backlink persi o avviare una campagna di link building per ottenerne di nuovi.


2. Link Spam

Il fenomeno dei link spam può arrecare danni alla reputazione di un sito web, causando una repentina diminuzione del traffico SEO. In genere, questo fenomeno colpisce soprattutto siti web con un basso livello di autorevolezza e un profilo backlink scarso. Pertanto, è di fondamentale importanza monitorare attentamente i backlink e adottare misure per contrastare quelli spam.

Ma come si identifica e risolve la presenza di backlink spam?

I backlink spam presentano URL che terminano con “-k.html” e per individuarli e analizzarli si utilizza Ahrefs.

Per risolvere tale problema, invece, si utilizza il Disavow di Google Search Console che consente di segnalare a Google i backlink indesiderati e di richiedere che non vengano presi in considerazione per il posizionamento di un sito.


3. Assenza di Redirect 301 e restyling del sito web

Durante il processo di restyling del sito web, è comune che si verifichino modifiche alle URL, il che può portare ad una perdita di posizionamento sui motori di ricerca.

Immagina di avere da tanto tempo un sito web che gode di un buon posizionamento e che registra un notevole flusso di traffico organico. Decidi di rinnovarlo dal punto di vista grafico, e di conseguenza, per vari motivi, le URL delle pagine subiscono dei cambiamenti, quali ad esempio un cambiamento nel CMS.

In queste circostanze, è cruciale eseguire correttamente l’operazione tecnica di Redirect 301, ovvero quell’azione specifica che serve ad indicare al server di rispondere alle richieste provenienti dalle vecchie URL, reindirizzando i visitatori alla nuova pagina corrispondente.

È essenziale agire tempestivamente implementando i Redirect 301 immediatamente e non dopo troppo tempo, poiché Google potrebbe già aver elaborato le vecchie pagine. In tal caso, sarà necessario ricominciare da zero per migliorare il posizionamento delle pagine sui motori di ricerca.


4. Azioni manuali di Google

Le azioni manuali di Google sono il risultato delle valutazioni fatte da un Quality Rater, che, in base a criteri specifici, rileva attività sospette o scorrette sul nostro sito web e decide di penalizzarlo.

È possibile identificare queste penalizzazioni manuali attraverso l’utilizzo di Search Console.

Tra le motivazioni principali troviamo: 

  • cloaking,
  • redirect subdoli,
  • testo nascosto,
  • keyword stuffing,
  • link non naturali
  • ecc…

5. Aggiornamento dell’algoritmo di Google

Gli aggiornamenti all’algoritmo di Google possono avere un impatto significativo sul posizionamento di un sito web.

È fondamentale adattarsi a tali update per mantenere o migliorare la propria posizione nei risultati di ricerca. Ciò può richiedere la revisione delle strategie SEO, l’ottimizzazione dei contenuti, l’eliminazione di pratiche non conformi alle linee guida di Google e l’implementazione di eventuali correzioni necessarie.


6. Cambiamenti naturali nella ricerca e delle risposte nella SERP

La perdita di traffico del primo risultato organico può dipendere non solo da un minor posizionamento per una determinata parola chiave, ma anche da modifiche nella SERP.

Ci sono diverse ragioni per cui la SERP cambia, tra questo rientrano:

  1. Risultati zero: Google può mostrare direttamente informazioni rilevanti all’interno della SERP, riducendo la necessità per gli utenti di cliccare su un sito web per ottenere le informazioni desiderate.
  2. Presenza di video nella SERP: Google può visualizzare video pertinenti all’interno della SERP, fornendo un’alternativa ai contenuti testuali o visivi tradizionali.
  3. “Le persone hanno chiesto anche”: Google può fornire suggerimenti o domande correlate basate sulle ricerche degli utenti, offrendo una maggiore varietà di risultati e opzioni.
  4. Cambiamento nella modalità di presentazione dei risultati da parte di Google: Google può modificare il modo in cui presenta le informazioni in risposta a una query di ricerca. Pertanto, è importante verificare se il tipo di contenuto che Google restituisce in base a una determinata ricerca sia cambiato.

7. Discrepanze di geolocalizzazione

Ci sono diverse query di ricerca che producono risultati basati sulla geolocalizzazione. In queste situazioni, Google mostrerà siti web di attività locali invece di aziende più autorevoli a livello generale.

Anche ottimizzando un sito per ricerche local, è probabile che Google continui a fornire siti di attività locali come risultati di ricerca. Ciò avviene perché il motore di ricerca offre agli utenti risultati pertinenti e rilevanti in base alla loro posizione geografica.


8. Miglioramento da parte della concorrenza

Quando si tratta di ottimizzazione SEO, la comparsa di nuovi competitor nella SERP può avere un impatto significativo sul flusso di traffico al tuo sito web.

L’insorgere di nuovi competitor nella SERP può portare a una ridistribuzione del traffico organico. Se questi competitor sono in grado di fornire contenuti più pertinenti, un’esperienza utente migliore o hanno implementato strategie SEO più efficaci, potrebbero posizionarsi più in alto nella SERP e catturare una porzione più ampia del traffico.


9. Lentezza nel caricamento delle pagine e del sito

Un ulteriore motivo, che sta guadagnando sempre più rilevanza come fattore di ranking, per il quale un sito web può subire una perdita di traffico organico è la lentezza nel caricamento delle pagine e del sito web. In questo caso, è essenziale ottimizzare le prestazioni del sito al fine di assicurare una migliore esperienza utente e migliorare il posizionamento sui motori di ricerca.

La velocità di caricamento di un sito web ha un impatto significativo sulla soddisfazione dell’utente e sul suo coinvolgimento. Gli utenti tendono ad abbandonare i siti web che richiedono molto tempo per caricarsi, preferendo invece quelli che offrono una navigazione fluida e rapida.


10. Problemi tecnici o del server

La disponibilità del sito può essere influenzata da problemi con il server. Se il server che ospita il tuo sito web è instabile, potrebbe diventare inaccessibile per gli utenti, causando una perdita di traffico.

Pertanto, è fondamentale fare una scelta oculata per quanto riguarda il servizio di hosting, poiché questo ha un impatto diretto sulla disponibilità e sulle performance del tuo sito web. Optare per un hosting di bassa qualità potrebbe comportare problemi di velocità, tempi di inattività prolungati e supporto tecnico inadeguato.


11. Variazioni da fonti di traffico esterne

Le variazioni nel traffico di un sito web possono essere influenzate anche da fattori esterni, come la pubblicità.

Quando si avvia una campagna pubblicitaria o si investe in annunci a pagamento su piattaforme come Google Ads o Facebook Ads, è possibile osservare un notevole aumento del traffico verso il proprio sito web durante quel periodo specifico. Ma, nel momento in cui si interrompe la pubblicità è probabile che il traffico inizi a diminuire.

La ragione di ciò è che le campagne pubblicitarie svolgono un ruolo fondamentale nel catalizzare l’attenzione del pubblico verso un sito web. Quando le persone vedono la pubblicità, spesso vengono spinte a visitare il sito per approfondire e conoscere ulteriori dettagli. Di conseguenza, il traffico aumenta.

Ad esempio, se si investono 6000€ al mese in annunci pubblicitari per un anno si otterrà inevitabilmente un aumento della ricerca organica. Tuttavia, se l’anno successivo si decide di dimezzare l’investimento, il traffico organico diminuirà di certo.

In definitiva, riducendo il budget pubblicitario si riduce anche la visibilità globale del sito, il che può portare a una diminuzione del traffico organico.


12. Contenuti duplicati o cannibalizzazione

La presenza di contenuti duplicati, cioè copiare e incollare contenuti da altri siti web e pubblicarli sul proprio, può essere considerata da Google come una ragione legata alla perdita di traffico, ma dalla mia esperienza posso dire che impatta principalmente sulla reputazione.

La cannibalizzazione, invece, è un aspetto problematico per la SEO che si verifica quando due o più contenuti all’interno di un sito competono per la stessa parola chiave, impedendo ad entrambi di posizionarsi tra i primi risultati in SERP.

Ma come si fa ad individuare la cannibalizzazione?

Per verificare la cannibalizzazione si può utilizzare Search Console. Basta inserire la parola chiave specifica e controllare quali pagine generano click e impression per quella determinata keyword. Se si notano diverse pagine che competono per la stessa parola chiave, è probabile che si sia verificata una cannibalizzazione.

Le soluzioni in questo caso sono le seguenti:

  1. Unificare i contenuti: si tratta di combinare i contenuti duplicati o simili in una sola pagina, eliminando così la competizione interna.
  2. Ottimizzare le keyword nelle pagine: quindi creare contenuti unici, ben strutturati e focalizzati, ottimizzati specificamente per determinate parole chiave. In questo modo, si evita la cannibalizzazione e si favorisce un corretto posizionamento delle pagine nella ricerca organica.

13. Non essere costante nella pubblicazione di nuovi contenuti

Non essere costanti nella pubblicazione di nuovi contenuti sul sito web porta inevitabilmente a una diminuzione del traffico SEO. Per Google, è fondamentale che un sito sia attivo e aggiornato e per farlo occorre pubblicare regolarmente contenuti SEO.

Pubblicarne almeno sei all’anno è un requisito indispensabile per garantire una presenza costante e sostenere il flusso di traffico.

Ti spiego meglio l’importanza della pubblicazione di nuovi contenuti con un esempio.

Pensa al tuo sito web come se fosse un negozio. Se il negozio rimane chiuso senza offrire nuovi articoli o novità, le persone smetteranno di andarci. Allo stesso modo, se si smette di pubblicare nuovi contenuti sul sito, Google smetterà di visitarlo e potrebbe penalizzarlo, provocando una riduzione del traffico organico.


14. Hackeraggio del sito

Tra le principali conseguenze di un sito web hackerato rientra la perdita di traffico organico. Un sito compromesso può essere sfruttato per inviare email di spam indesiderate e dannose che possono nuocere alla reputazione del sito. Inoltre, i motori di ricerca come Google possono penalizzare il sito diminuendone la visibilità e il posizionamento.

Certe volte, gli indirizzi IP del server utilizzati per inviare email di spam possono essere bloccati perché i motori di ricerca rilevano attività di spam provenienti da quel determinato indirizzo e di conseguenza prendono provvedimenti per ridurne l’impatto negativo penalizzando il sito.

La soluzione a questo problema consiste nell’affidarsi a un’agenzia o a un esperto in grado di mantenere il sito aggiornato e monitorare il server, intervenendo tempestivamente per risolvere eventuali problemi alla radice.


15. Stagionalità del settore

La diminuzione del traffico organico può anche essere attribuita alla stagionalità del settore. Infatti, possono esserci periodi in cui le ricerche diminuiscono provocando fluttuazioni del traffico.

In queste circostanze, è essenziale monitorare eventuali perdite di posizionamento delle parole chiave e verificare se il numero di keyword posizionate rimane costante.


16. Trend di settore in calo

Un calo nel trend di settore è un altro dei motivi che può portare a una perdita di traffico, simile alla stagionalità, ma solitamente legato a eventi o situazioni più specifiche. Ad esempio, nel settore dell’edilizia, potrebbe essere influenzato dal calo della domanda dovuta all’Ecobonus.

D’altra parte, potrebbe esserci un trend in discesa che comporta una diminuzione di popolarità per determinati prodotti o servizi, i quali diventano obsoleti o passano di moda.


17. Pagine critiche o rilevanti che perdono posizionamento

Se l’80% del traffico del tuo sito dipende da sole quattro pagine e si verifica una diminuzione di posizionamento delle principali parole chiave su due di queste pagine, ciò potrebbe comportare una riduzione del traffico totale fino al 40%. Questa situazione pone, però, anche una questione cruciale che richiede un’indagine: perché ci sono solo quattro pagine sul sito che generano traffico?

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